I tre ingredienti sviluppati finora — dilatazione dei tempi per eventi cospaziali, contrazione delle lunghezze per eventi simultanei, formula della relatività della simultaneità — bastano a ricavare le trasformazioni di Lorentz, cioè il modo compatto per riscrivere le coordinate di un qualsiasi evento passando da un SR all’altro. Sono il cuore matematico della relatività ristretta: una volta ottenute, ogni effetto cinematico ne discende come caso particolare.

Disposizione. Due eventi E1E_1 ed E2E_2 hanno in SRA coordinate (t1(A),x1(A))(t_{1(A)}, \vv{x}_{1(A)}) e (t2(A),x2(A))(t_{2(A)}, \vv{x}_{2(A)}). Vogliamo trovare Δt21(B)\Delta t_{21(B)} e Δx21(B)\Delta \vv{x}_{21(B)} in SRB, che si muove con velocità v\vv{v} rispetto a SRA. Per brevità poniamo Δt=Δt21(A)\Delta t = \Delta t_{21(A)} e Δx=Δx21(A)\Delta \vv{x} = \Delta \vv{x}_{21(A)}.

Il trucco dell’evento ausiliario. Introduciamo un terzo evento E3E_3 costruito ad hoc, in modo che sia allo stesso tempo:

  • cospaziale a E1E_1 in SRA: x3(A)=x1(A)\vv{x}_{3(A)} = \vv{x}_{1(A)};
  • simultaneo a E2E_2 in SRA: t3(A)=t2(A)t_{3(A)} = t_{2(A)}.

La scelta è furba perché su E3E_3 possiamo applicare separatamente la dilatazione dei tempi (accoppiandolo a E1E_1) e la relatività della simultaneità (accoppiandolo a E2E_2), due formule che già conosciamo.

Passo 1 (tempo di E3E_3 rispetto a E1E_1). E1E_1 ed E3E_3 sono cospaziali in SRA, quindi in SRB i loro tempi sono dilatati:

t3(B)t1(B)=γ(t3(A)t1(A))=γΔtt_{3(B)} - t_{1(B)} = \gamma\,(t_{3(A)} - t_{1(A)}) = \gamma\,\Delta t

Passo 2 (tempo di E3E_3 rispetto a E2E_2). E3E_3 ed E2E_2 sono simultanei in SRA, con L32(A)=x3(A)x2(A)=Δx\vv{L}_{32(A)} = \vv{x}_{3(A)} - \vv{x}_{2(A)} = -\Delta \vv{x}. Per la relatività della simultaneità:

t3(B)t2(B)=γβ(Δx)c=γβΔxct_{3(B)} - t_{2(B)} = -\gamma\,\frac{\vv{\beta}\cdot(-\Delta\vv{x})}{c} = \gamma\,\frac{\vv{\beta}\cdot\Delta\vv{x}}{c}

Passo 3 (trasformazione del tempo). Sottraendo le due equazioni precedenti si elimina t3(B)t_{3(B)} e resta la trasformazione del tempo:

Δt21(B)=γ[ΔtvΔxc2]\ev{\Delta t_{21(B)} = \gamma\left[\Delta t - \frac{\vv{v}\cdot\Delta\vv{x}}{c^2}\right]}

Passo 4 (posizione di E3E_3 rispetto a E1E_1). In SRA E1E_1 ed E3E_3 sono nello stesso punto; in SRB, invece, nel frattempo è passato il tempo γΔt\gamma\Delta t e SRA si è spostato di vγΔt-\vv{v}\,\gamma\Delta t rispetto a SRB. Quindi:

x3(B)x1(B)=vγΔt\vv{x}_{3(B)} - \vv{x}_{1(B)} = -\vv{v}\,\gamma\,\Delta t

Passo 5 (posizione di E3E_3 rispetto a E2E_2). E3E_3 ed E2E_2 sono simultanei in SRA, quindi la loro distanza in SRA è una lunghezza propria misurata in SRA; vista da SRB (dove i due eventi non sono simultanei) quella distanza appare dilatata del fattore γ\gamma — è il contrario della contrazione delle lunghezze, perché qui è SRA a fare la misura:

x3(B)x2(B)=γ(x3(A)x2(A))=γΔx\vv{x}_{3(B)} - \vv{x}_{2(B)} = \gamma\,(\vv{x}_{3(A)} - \vv{x}_{2(A)}) = -\gamma\,\Delta\vv{x}

Passo 6 (trasformazione della posizione). Sottraendo le equazioni dei passi 4 e 5 si elimina x3(B)\vv{x}_{3(B)} e resta la trasformazione della posizione:

Δx21(B)=γ[ΔxvΔt]\ev{\Delta\vv{x}_{21(B)} = \gamma\left[\Delta\vv{x} - \vv{v}\,\Delta t\right]}

Mettendo insieme i due risultati boxati otteniamo la legge di trasformazione completa, nel caso più comune di moto lungo un solo asse.

Trasformazioni di Lorentz (1D, lungo xx)

Se SRB si muove con velocità vv lungo l’asse xx di SRA e le origini coincidono come evento di sincronizzazione, allora per ogni coppia di eventi: Δt(B)=γ(Δt(A)vΔx(A)c2),Δx(B)=γ(Δx(A)vΔt(A))\Delta t_{(B)} = \gamma\left(\Delta t_{(A)} - \frac{v\,\Delta x_{(A)}}{c^2}\right), \qquad \Delta x_{(B)} = \gamma\left(\Delta x_{(A)} - v\,\Delta t_{(A)}\right)

La trasformazione inversa si ottiene con la regola più intuitiva della relatività: se SRB si muove a +v+v rispetto a SRA, allora SRA si muove a v-v rispetto a SRB. Basta quindi scambiare i pedici (A)(B)(A)\leftrightarrow(B) e sostituire vvv \to -v:

Δt(A)=γ(Δt(B)+vΔx(B)c2),Δx(A)=γ(Δx(B)+vΔt(B))\Delta t_{(A)} = \gamma\left(\Delta t_{(B)} + \frac{v\,\Delta x_{(B)}}{c^2}\right), \qquad \Delta x_{(A)} = \gamma\left(\Delta x_{(B)} + v\,\Delta t_{(B)}\right)

La derivazione con l‘“evento ausiliario” è più lunga di altre, ma ha il pregio di usare solo strumenti già noti: dilatazione, contrazione e simultaneità relativa. Non abbiamo dovuto postulare nulla di nuovo.

Collegamenti

Argomenti: Relatività ristretta Concetti: Trasformazioni di Lorentz Competenze: Cambio di sistema di riferimento Metodi: Diagramma di Minkowski

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