Edwin Hubble, dall’osservatorio di Mount Wilson in California, fra il 1924 e il 1929 osservò sistematicamente lo spettro delle galassie e notò due fatti sorprendenti.
Il primo: tutte le galassie esterne alla nostra Via Lattea mostrano spettri spostati verso il rosso. Le righe di assorbimento note — quelle dell’idrogeno, del calcio — appaiono a una lunghezza d’onda maggiore di quella misurata in laboratorio. Il secondo: il rapporto cresce linearmente con la distanza della galassia. Più una galassia è lontana, più il suo spettro è spostato verso il rosso.
Legge di Hubble-Lemaître
La velocità apparente di allontanamento di una galassia a distanza è proporzionale a : con costante di Hubble, stimata oggi a km/(s·Mpc).
Da questa relazione si estrae anche un ordine di grandezza fondamentale: l’età dell’universo, come tempo caratteristico dell’espansione, vale circa anni.
Come si collega lo spostamento spettrale alla velocità? Per l’effetto Doppler relativistico, nel limite , La legge di Hubble si misura quindi confrontando , ricavato dalle righe spettrali, con la distanza , ricavata da indicatori standard. I due più importanti sono le Cefeidi, stelle che pulsano con un periodo legato in modo preciso alla loro luminosità, e le supernove di tipo Ia, “candele standard” di luminosità quasi costante: conoscendo la luminosità vera e misurando quella apparente, se ne deduce la distanza.
Collegamenti
Argomenti: Relatività ristretta Concetti: Effetto Doppler
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