Abbiamo accennato più volte che la composizione galileiana vAC=vAB+vBC\vec{v}_{AC} = \vec{v}_{AB} + \vec{v}_{BC} non funziona a velocità relativistiche: due velocità sommate devono restare sotto cc, mentre Galileo non lo garantisce affatto. La cosa notevole è che la formula corretta si ricava con lo stesso ingrediente usato per l’effetto Doppler: uno scienziato che spara segnali di luce e ragiona per eventi.

Consideriamo tre sistemi di riferimento allineati lungo una stessa retta. SRA è il laboratorio dello scienziato che emette segnali; SRB è solidale a un oggetto BB che si muove a velocità vB(A)v_{B(A)} rispetto a SRA; SRC è solidale a un secondo oggetto CC che si muove a velocità uC(B)u_{C(B)} rispetto a SRB e uC(A)u_{C(A)} rispetto a SRA. Lo scienziato spara due lampi di luce a distanza Δt(A)\Delta t_{(A)} l’uno dall’altro, e noi li seguiamo attraverso i tre sistemi.

Arrivo a BB. Dall’analisi dell’effetto Doppler sappiamo che BB riceve i due lampi con intervallo

Δt(B)=Δt(A)1+vB(A)/c1vB(A)/c\Delta t'_{(B)} = \Delta t_{(A)}\,\sqrt{\frac{1 + v_{B(A)}/c}{1 - v_{B(A)}/c}}

BB li rilancia a CC. Immaginiamo che BB, appena li riceve, li “giri” a CC. L’intervallo con cui BB li emette verso CC coincide, in SRB, con l’intervallo con cui li ha ricevuti: Δt(B)emiss=Δt(B)\Delta t_{(B)}^\text{emiss} = \Delta t'_{(B)}. Applicando di nuovo la formula Doppler, stavolta tra SRB e SRC:

Δt(C)=Δt(B)1+uC(B)/c1uC(B)/c\Delta t'_{(C)} = \Delta t'_{(B)}\,\sqrt{\frac{1 + u_{C(B)}/c}{1 - u_{C(B)}/c}}

Collegamento diretto ACA \to C. Ma gli stessi lampi, guardati direttamente con la velocità uC(A)u_{C(A)} di CC rispetto ad AA, obbediscono ancora a Doppler:

Δt(C)=Δt(A)1+uC(A)/c1uC(A)/c\Delta t'_{(C)} = \Delta t_{(A)}\,\sqrt{\frac{1 + u_{C(A)}/c}{1 - u_{C(A)}/c}}

Uguagliando le due espressioni per Δt(C)\Delta t'_{(C)} e semplificando il fattore comune Δt(A)\Delta t_{(A)} si ottiene la legge di composizione delle velocità in forma moltiplicativa: due fattori Doppler si compongono in un terzo.

1+uC(A)/c1uC(A)/c=1+vB(A)/c1vB(A)/c1+uC(B)/c1uC(B)/c\ev{\sqrt{\frac{1 + u_{C(A)}/c}{1 - u_{C(A)}/c}} = \sqrt{\frac{1 + v_{B(A)}/c}{1 - v_{B(A)}/c}}\cdot \sqrt{\frac{1 + u_{C(B)}/c}{1 - u_{C(B)}/c}}}

Elevando al quadrato e risolvendo per uC(A)u_{C(A)} si ritrova la forma più familiare, quella che di solito si incontra sui libri:

uC(A)=uC(B)+vB(A)1+uC(B)vB(A)/c2\ev{u_{C(A)} = \frac{u_{C(B)} + v_{B(A)}}{1 + u_{C(B)}\,v_{B(A)}/c^2}}

Principio — Composizione relativistica (1D)

Se CC ha velocità uu' in SRB e SRB si muove a velocità vv rispetto a SRA, la velocità di CC in SRA è u=u+v1+uv/c2\ev{u = \frac{u' + v}{1 + u'\,v/c^2}}

Il pregio di questa formula è che si comporta bene in entrambi i regimi che ci interessano. Per u,vcu', v \ll c il prodotto uv/c2u'v/c^2 è minuscolo, il denominatore tende a 11 e si riottiene la buona vecchia legge di Galileo uu+vu \approx u' + v: le velocità di tutti i giorni si sommano come sempre. All’altro estremo, per u=cu' = c il denominatore diventa 1+v/c1 + v/c e

u=c+v1+v/c=cu = \frac{c + v}{1 + v/c} = c

la luce resta cc in ogni sistema di riferimento, come richiesto dal secondo postulato — del resto nella derivazione stessa di Doppler avevamo imposto cc uguale in SRA e in SRB. È il denominatore 1+uv/c2>11 + u'v/c^2 > 1 a frenare automaticamente il risultato: cc funziona come un asintoto invalicabile, e due velocità entrambe vicine a cc si sommano in qualcosa di ancora vicino a cc, mai oltre.

Collegamenti

Argomenti: Relatività ristretta Concetti: Composizione relativistica delle velocità Competenze: Cambio di sistema di riferimento

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