Il teorema di Bernoulli vale per un fluido ideale: incomprimibile, non viscoso, in moto stazionario lungo una linea di flusso. I fluidi reali, però, hanno viscosità: gli strati di fluido in moto relativo si ostacolano a vicenda per attrito interno, dissipando energia. Per stabilire quando la viscosità domina, o quando invece è trascurabile, si introduce un numero puro, il numero di Reynolds:
dove è una scala caratteristica del problema (il diametro del tubo, la corda dell’ala) ed è la viscosità dinamica del fluido. Il numero di Reynolds confronta l’importanza delle forze d’inerzia con quella delle forze viscose: quando è piccolo dominano le seconde, quando è grande dominano le prime. A seconda del suo valore si distinguono tre regimi di moto.
- Laminare (): il fluido scorre a strati paralleli ben ordinati e il teorema di Bernoulli funziona molto bene.
- Transizione (): il moto diventa irregolare, con vortici intermittenti che compaiono e scompaiono.
- Turbolento (): si formano vortici su tutte le scale, l’energia cinetica viene dissipata in calore e Bernoulli fallisce.
La tabella seguente mostra quanto vari il numero di Reynolds nelle situazioni più diverse, dal nuoto microscopico di uno spermatozoo al volo di un aereo di linea.
| Situazione | tipico |
|---|---|
| Spermatozoo che nuota | |
| Sangue nelle arteriole | |
| Sangue nell’aorta | |
| Aria in una stanza | |
| Ala di Boeing 747 |
Sintesi
Continuità: — Bernoulli: — Reynolds piccolo: fluido viscoso, moto a lamine; Reynolds grande: moto turbolento. Effetto Venturi: dove il fluido è più veloce, la pressione è minore.
Collegamenti
Argomenti: Fluidostatica e fluidodinamica
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